[Recensione] Street Photography in mostra a Mestre

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Scritto da: Pino Alessi
Fonte: http://www.effeunoequattro.net/htdocs/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=12133&forum=11&post_id=124375#forumpost124375

dal 14 maggio al 12 giugno
MIGNON 20: twenty years of photography
a cura di Angelo Maggi

Fotografie di Fatima Abbadi, Claudio Amato, Leonio Berto, Michelangelo Cao, Ferdinando Fasolo, Marco Fogarolo, Giovanni Garbo, Roberta Lotto, Mauro Minotto, Giorgio Pandolfo, Giampaolo Romagnosi, Walter Rosenblum, Davide Scapin, Luciano Schiavon, Angelo Tassitano, Marco Turetta, Giovanni Umicini

sala espositiva secondo piano
ingresso libero

CrossRoads
Mostra collettiva di StreetPhotography di autori Italiani emergenti
a cura di Ferdinando Fasolo, Angelo Maggi e Giampaolo Romagnosi.

Fotografie di Fatima Abbadi, Leonio Berto, Nico Chiapperini, Antonio Chiorazzo (alias Romeo), Mary Cimetta, Enzo De Martino, Carmelo Eramo, Stefano Mirabella, Davide Scapin, Umberto Verdoliva.

sala espositiva Paolo Costantini terzo piano
ingresso libero

orario: dal mercoledì alla domenica 16.00 – 20.00

http://www.mignon.it/mignon-20-twenty-years-of-photography/

http://www.mignon.it/

Ringrazio ancora Stefano (Phstef) per la segnalazione di questa mostra del gruppo Mignon perchè ho visto qualcosa di veramente notevole. E’ una rassegna che definirei “imponente”, sia per numero di autori che per la quantità delle opere esposte e soprattutto per la notevolissima qualità delle stesse.
Per me è stata una interessante scoperta, che conferma ciò che diceva Alberto Prandi, docente di Storia della Fotografia a Ca’ Foscari in occasione della mostra di Giuseppe Crepaldi al Candiani in febbraio:
– i fotoamatori sono tantissimi ma il termine “Fotoamatore” non deve trarre in inganno sulla professionalità e qualità di lavori che molti di loro hanno prodotto e producono.-

Ho avuto un colloquio telefonico con Giampaolo Romagnosi, uno dei componenti della associazione, che ha gentilmente risposto ad alcune mie domande sulla mostra.
Anzitutto nel gruppo c’è il preciso intento di uniformare l’attenzione all’aspetto umano nella sua dignità di persona, che io interpreto come un modo di dissociarsi nettamente da ciò che si vede spesso come tendenza contemporanea (direi iniziata con Diane Arbus con cinismo) nel sottolineare l’abbrutimento nella sofferenza sociale, facendo dei soggetti i campioni di un bestiario da esporre (ad esempio il web è stracolmo di volti di barboni in bianco e nero).

L’ispirazione dei fondatori è venuta guardando alla fotografia sociale della Photo League e al lavoro della Farm Security Administration oltre che dall’apporto dei grandi nomi del fotogiornalismo che comparivano su Life e che facevano parte della Magnum ( a questo proposito, il nome Mignon è nato facendo un po’ il verso alla Magnum, ma di “mignon” assicuro che non c’è proprio nulla).

La rassegna comprende due mostre contemporanee e complementari su due piani degli ampi spazi espositivi del centro culturale Candiani di Mestre.
Su un piano piano sono esposte le opere del nucleo storico del gruppo, al successivo c’è una eterogenea presenza di giovani componenti e giovani autori emergenti scelti per l’affinità di intenti con lo spirito di Mignon.

Le opere esposte sono di medie dimensioni, secondo i criteri che precedevano l’attuale tendenza al gigantismo e cari ad esempio a Berengo Gardin (n.d.a) quindi sul 30×40 in gran parte bianco e nero analogico. Avevo notato una spiccata omogeneità di toni e tipo di carta, e infatti Romagnosi mi ha confermato che era una precisa scelta, sia per le opere stampate da un solo stampatore che per quelle stampate in proprio dagli autori (tutti in grado di stampare magistralmente in analogico i propri lavori ). Scelta che contribuisce a dare una precisa impronta al gruppo; anche per alcuni lavori stampati in digitale si è cercato di mantenere questa uniformità; si tratta di un bianco e nero sempre meraviglioso che definirei “old style”.
Per le stampe del colore si tratta di stampa ai pigmenti su cotone (matt) che conferisce degli affascinanti toni pastello. Molto belle anche queste, sia per i soggetti che per l’estetica.
Le opere non sono esposte raggruppate per autore, ma con un criterio “random” con il preciso intento di evidenziare un concetto di fotografia condivisa sia nei contenuti che estetica.

Non posso fare una descrizione delle opere dei singoli autori perchè dovrei scrivere un libro ad hoc, ma c’è un bel catalogo in vendita a prezzo contenuto, come pure non cito qualcuno in particolare, sia perchè sarebbe una opinione personale, sia perchè il livello e l’interesse dei lavori si equivalgono assai, e pure tra i giovani il livello è molto elevato.
Il gruppo e i singoli autori hanno prodotto anche una notevole mole di pubblicazioni.

La foto che allego si riferisce ad una formidabile parete ricoperta di una ottantina di lavori selezionati fra quattro mostre che si sono tenute fra il 1999 e il 2001, poi c’è tutto il resto!

Mostra da non perdere assolutamente specialmente per tutti coloro che risiedono nell’arco di distanze facilmente percorribili.

Pino Alessi

Pino Alessi

Foto: Pino Alessi

1 Comment

  1. Lino scrive:

    Una mostra veramente ben costruita, per il lavoro di un gruppo di spessore. Assolutamente da non perdere

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